Sua Santità, ma dei Panda ne vogliamo parlare?


E io che ho sempre creduto che la chiesa portasse avanti idee ottuse, bigotte e piuttosto ristrette. Ma quanto sono prevenuta?
Son sempre stata dell’idea che instillare il peccato e la colpa dalla nascita non fosse una buona pensata (poi, oggettivamente, credevo che fossero sufficienti i genitori che abbiamo avuto in dotazione per traumatizzarci l’infanzia, no?). Ho sempre sostenuto che godere, in tutte le accezioni possibili, fosse un obiettivo da raggiungere, non un biglietto di sola andata per le fiamme infernali. Ho sempre creduto nella difficoltà e nel valore del perdono, ma sinceramente un divorziato mi pare più perdonabile di un pluriomicida, e sinceramente non mi è mai andato giù il fatto che dovrei sorbirmi sermoni e lezioni di vita sulla famiglia da uno che non si sposa per partito preso (che volete che ne sappia del “perché perché la domenica mi lasci sempre sola” e del “Il posto della biancheria sporca è nel cesto dei panni e non sul pavimento e quello della biancheria pulita è nell’armadio e non sul divano); ma soprattutto ho sempre diffidato da chi utilizza solo ciabatte rosse di pelle di capretto per stare in casa.

Detto questo, mi son dovuta ricredere.
Il nostro Pastore Tedesco (di anime s’intende) si è pronunciato qualche giorno fa sull’annosa questione del preservativo; badate bene, non ha detto come un anno fa che i preservativi aggravano la propagazione dell’AIDS, no, questa volta ha detto che in alcuni casi, l’uso del preservativo è addirittura ammesso.
Con queste dichiarazioni ha fatto un passo talmente in avanti che mi pare di essere stata catapultata tutto d’un tratto ai primi del 700. Ho ancora la pelle d’oca (e in quanto Gallina è tutto un dire).

Una Dozzina di Vado/Resto



Vado via perché nessuno è profeta in casa propria.
Resto perché in Italia ci sono le stagioni
Vado via perché non voglio aumentare le statistiche dei disoccupati
Resto perché nessuno mette l’ananas sulla pizza
Vado via perché in Italia si fa rivoluzione solo quando aumentano il costo del caffè
Resto perché é più facile
Vado via perché nel periodo dei saldi vendono solo cose degli anni ‘80
Resto perché il mio paese ha bisogno di psicologi
Vado via perché Cassano ha scritto più libri di quanti ne abbia letti
Resto perché la Divina Commedia nutre anche se non ci si può fare un panino
Vado via perché non sono figlia di nessuno
Resto perché in Italia c’è la mia famiglia



E voi? Perché restate o andate via?
Vostra Gallina andata da un pezzo, Valentina

IPhone: Inutility di nuova generazione

L’ingegno del genere umano va di pari passo con la sua pigrizia.
L’invenzione della stampa, ad esempio, ha tolto un bel po’ di grane agli amanuensi, salvandoli per altro dalla trascrizione forzata dei libri di Bruno Vespa e dai libelli di Silvio Berlusconi (credo che c’abbia messo una buona parola la protezione civile; ai tempi non c’era Bertolaso).
I mezzi di trasporto ci consentono di accorciare le distanze e le palestre di fare attività fisica come e quando vuoi (chi ha bisogno di un parco quando puoi avere un Tapis Roulant?).
Pensate a tutte le innovazioni in campo di pulizia e igiene della casa. Con tutti i macchinari e i prodotti che ci sono per aiutarti nelle attività domestiche fare la casalinga è un gioco da ragazzi. Se prima le nostre ave erano costrette a spazzare, spolverare e lavare con acqua, stracci e olio di gomito; adesso noi siamo libere di pulire ogni superficie con il suo specifico prodotto (e per le cose che normalmente non puliresti usi il multiuso), lucidare (hai visto mai che ti viene voglia di specchiarti sul tavolino del tinello), aspirare (tanto per non combattere ad armi pari la lotta con gli acari), detergere (che a differenza di quanto si possa pensare equivale a pulire là dove hai già pulito prima), far brillare (perché tutte noi abbiamo una sterminata schiera di posate d’argento. Ah no? Bene, allora vi pare giusto che le posate dell’Ikea non luccichino?), disinfettare (hai visto mai che ai bambini venga voglia di leccare il pavimento) e dulcis in fundo possiamo usare la lavastoviglie con favolosi brillantanti (che non sostituiscono la lucidatura e, ad onor del vero, prevedono che i piatti vengano prima sciacquati, poi sistemati e una volta pronti, riposti). Siamo passate da acqua, stracci e olio di gomito a acqua, stracci, olio di gomito e 500 prodotti diversi che ci consentono di cose che non ci saremmo mai sognate (trova l’errore).



Di norma non sono Fan di queste cose.
Nemmeno su Facebook.
Di norma, anzi, mi scatenano un’invidia mista a frustrazione, camuffata da menefreghismo e superficialità.
Di norma; ma non quando si tratta degli amici.
Il fatto è che io di amici ne ho veramente pochi e quei pochi che ho hanno passato innumerevoli selezioni e provini, che al confronto Xfactor sembra un talent show di bassa lega e mal riuscito (sembra?) – Appunto per l’autrice: ricorda di riguardare Xfactor prima di fare citazioni-
Comunque, fatto sta che sono andata ad un matrimonio.
L’impresa non doveva essere titanica. In fin dei conti ho avuto più o meno un annetto di preavviso (direi che anche per le persone disorganizzate come me è un tempo più che abbondante).
Mi sfugge la dinamica intrinseca dei matrimoni e sono completamente scevra da ogni benché minimo dettame ecclesiastico, nonché malauguratamente deficitaria del galateo delle nozze. Cioè si va in chiesa, il Prete parla, ogni tanto tutti si alzano e dicono qualcosa non in sincrono, poi tutti si mettono seduti, poi “Io prendo te…in salute e in malattia”, “te prendi me… in salute, malattia e sindrome premestruale”, “Vi dichiaro marito e moglie”, “Può baciare la sposa”, riso a volontà.
Vabbè, la cosa più importante da fare per iniziare era comprare un volo andata e ritorno per la mia ridente città natale con la speranza che la definizione Low Cost non fosse solo un’etichetta, per il resto sarebbe stato sufficiente copiare le mosse degli altri (cosa rivelatasi non necessaria perché la Sposa aveva previsto l’impasse degli invitati e preparato un libretto a prova di ateo con la trascrizione delle letture, dei voti e delle frasi che si doveva dire).
La fortuna, che non è mai stata mia compagna di viaggio, non ha voluto il biglietto neanche in quest’occasione, ma mi ha fatto un regalino: tutti i voli Scozia-Pisa sono stati sospesi da fine ottobre fino a data da precisare.


Grasse risate, anzi no. Magre

Se continuo così il mio Principe va alla Citroen e sente se danno ancora degli incentivi per l’usato che vale zero e mi manda a rottamare.
Sono convinta che fino a vent’anni le donne abbiano nelle vene una particolare sostanza antigravitazionale, tipo l’elio o giù di lì.
Poi, passati i venti, zac: la sostanza evapora e allora ti ritrovi culo, tette, gote, avambraccio, mento e palpebre che crollano. Tutto d’un colpo. Sbradadan!
E allora ti cockerizzi. Tutto giù, a ciondoloni come le orecchie di un Cocker Spaniel.
Ma succede solo a me?
No, perché se ti basi sulla semplice osservazione empirica ti accorgi che con l’andare del tempo le Very Important Women migliorano. 
Volto liscio, culo sodo, tette formato tonsille ingrossate talmente gonfie e tonde che puoi appoggiarci il vassoio degli antipasti.
Pare che solo noi comunissime mortali, figlie di un mondo dove regna la forza di gravità, siamo soggette a solchi facciali, tette cadenti (o come nel mio caso: non pervenute) e culi costellati da un trapanamento di buchi di cellulite che non si tappano nemmeno con il Saratoga.
Loro no. 

Dimagrire si può con Cagott


                                                                     È bastata una settimanetta di squaquarellus ininterruptis per diventare magra come un’aringa sotto sale.
Se si sparge la voce, invece del Somatoline e del Giorno e Notte, in farmacia ci rifileranno virus intestinali.

Stanca dei tuoi chili di troppo?
Vuoi perdere 20kg senza rinunciare a cibi grassi, fritti, unti e calorosi e, soprattutto, senza fare della sana attività fisica?
Da oggi si può con Cagott
Cagott: per dimagrire senza sforzo
Il medicinale è un presidio medico chirurgico, tenere fuori dalla portata dei bambini. Non assumere se non c’è un bagno nei paraggi.

Vostra Gallina in pillole (dimagranti) Valentina

La Soglia del Terrore

              Ti svegli una mattina che sei in sovrappeso, monocigliata, con l’apparecchio ai denti e gli occhiali. Ti atteggi ad esperta dell’altro sesso pur non avendo mai neanche baciato un ragazzo e ti vesti con tute acetate e scarpe da ginnastica modello Hobbit, al quale somigli non solo per la dimensione dei tuoi piedi, ma anche perché non ti è consentito depilarti.
Confidi nel fatto che sei ancora in preda ad uno Tsunami ormonale e che, una volta dichiarato lo stato di calamità, le Nazioni Unite verranno a salvarti.
Quanto tempo ci sarebbe voluto perché il dramma esistenziale chiamato dai più con il nome adolescenza terminasse, non lo sapevo; ma altri 12 anni e mezzo mi pareva un periodo ragionevole.

Italia post-traumatica da stress

Pensavate che fossi sparita? 
E invece no, sono ancora qua, quasi viva (e non mezza morta, perché nel frattempo ho appreso l’arte dell’ottimismo). 
Io ve lo avevo detto che la primavera mi rintronava, quello che non vi avevo detto è che di lì a poco sarei rientrata in Italia “Giusto una capatina veloce per sbrigare qualche bega burocratica”, continuavo a ripetermi manco fosse un mantra. Ovviamente non avevo calcolato la cacarella che mi avrebbe inchiodato a casa di lì a poco e nemmeno il simpaticissimo vulcano islandese che avrebbe, non appena il flagello del virus intestinale si fosse placato, bloccato gli aeroporti di tutta l’Europa. 
Diciamo pure che non avevo calcolato parecchie cose.

Primavera post-traumatica da stress

Non c’è niente da fare, a me la primavera mi rintrona. 
Sì, a me mi. 
E sì, mi rintrona.
Me ne accorgo che arriva. Lo fiuto nell’aria quasi come il periodo dei saldi e poi zac, comincia il travaglio.
Non mi fraintendete, non sono come le persone normali, quelle che a primavera gli si risveglia l’ormone, che copulano come montoni da allevamento e limonano come quattordicenni in gita.
Io no. Non mi si risveglia proprio un bel niente; nemmeno mi si infiamma la vena puttanina se è per questo. 
Niente cuoricini negli occhi. 
Niente picchi inverosimili di libido, niente voglia di avvinghiamenti passionali. Niente di niente. 
A me, mi vengono le manie di grandezza. Sì, a me mi.
Improvvisamente, dopo un paio di giorni di sonno anomalo e torpore imbarazzante, mi risveglio in preda a deliri febbrili e manie di grandezza.

Sesso & Multitasking (Seconda parte)

Io me lo sentivo, me lo sentivo che questa faccenda del multitasking era una bufala.
Riflettiamoci su un secondo. La scienza ci dice che è colpa del corpo calloso, secondo me anche di quello cavernoso e del bulbo spongioso, che quando si riempiono di sangue, si sa, da qualche parte dovranno pur sottrarlo. Comunque, la scienza ha confermato con le sue ricerche che se il maschio beve il caffè mentre legge il giornale, finisce con il bere il giornale e leggere il fondo del caffè come Vanna Marchi. Una brutta scena davvero.
Pare anche che non sia solo una questione di difficoltà di pianificazione, ma che il tutto dipenda da una comunicazione non troppo efficiente tra i due emisferi.
Si sa, gli uomini non amano le chiacchiere e per questo hanno una struttura cerebrale che gli consente quella comunicazione minima indispensabile tra gli emisferi, quel tanto che basta per far sì che se lui decide di portarsi qualcosa da leggere in bagno, a metà strada si ricordi perché tiene sotto braccio la Gazzetta; più o meno lo stesso sforzo mentale che gli serve per annuire ogni 5-6 secondi e pronunciare randomizzate le seguenti frasi “si”, “hai ragione”, “è incredibile”, “non sei grassa”, ogni volta che è costretto ad ascoltare uno qualunque dei discorsi di lei.