Don't worry! Be happy!


Ho superato la soglia sei mesi! Vivo in Scozia da Settembre.
Pensavo che sarebbe stato più facile resistere sott'acqua che in questo posto e invece sono ancora qua a combattere contro le intemperie polari e la cucina veloce.
Quando ti trasferisci in un paese straniero ci sono subito una serie di persone che sono sollecite nel prepararti ad affrontare la nuova sfida, "Lì guidano al contrario!" "Lì bevono come spugne!" "Lì indossano il kilt!" Quindi ero abbastanza preparata a farmi asfaltare al primo incrocio, ad alcolizzarmi senza pietà e a vedere uomini in gonnella.
Non è stato sufficiente.

Cammini per la città, un occhio alla strada (con la guida al contrario è sempre bene stare all'erta), uno alle vetrine, la musica nelle orecchie e le mani rigorosamente inguantate e in tasca. Prosegui nel tuo percorso indisturbata e ti lasci andare alla colonna sonora sparata dal tuo Ipod, sei come in un film: ambientazioni metropolitane, la protagonista che cammina sola sotto una pioggerellina irritante e una canzone d'amore che urla. Mentre ti godi la trama e ti senti regina per qualche minuto lo intercetti.
Il tuo avversario è bianco come Michael Jackson, ha i capelli arancioni come Pippi Calzelunghe, un abbigliamento sobrio e viene dritto dritto nella tua direzione.
Mancano ancora una ventina di metri. Studi le sue mosse, cambierà traiettoria? Ci scontreremo?
Sposti l'angolazione del tuo incedere di qualche grado e lui, lui si sposta con te.
Ancora nella stessa traiettoria, adesso vi separano una decina di metri.
Ancora qualche passo e lo senti.
E' ad una distanza di circa 5 metri e ti ha detto: "Sorry"
Si è scusato.

Le prime volte era abbastanza divertente. Un modo per dire una parola in inglese, lui ti dice "Sorry" e tu rispondi "Sorry" e ti domandi: "Ma sorry de che???"
Però non ci fai caso e continui a camminare. Dieci metri più tardi arriva un altro "Sorry". stessa storia, stessa situazione. Non ti ha nemmeno sfiorato e ti ha chiesto scusa.
Il panico degli scozzesi scatta quando giri l'angolo di una strada e ti ritrovi faccia a faccia. "Sorry, oh sorry!" e tu "Sorry". Ma di cosa? Di aver fatto quella strada? Di cosa dovrei scusarmi esattamente? Di esistere?

Dopo alcuni mesi di soggiorno ho capito che il Sorry è lo sport nazionale. Praticato senza distinzioni di età e sesso.
Incrociamo i nostri sguardi? Allora "Sorry".
Siamo sulla stessa traiettoria ma in verso contrario? Allora "Sorry".
Esisti? Allora "Sorry".
Tocchiamo lo stesso prodotto su uno scaffale? Allora "Supersorry".
Non sai qualcosa che ti sto chiedendo? Allora "Sorry".
Ti ho appena ucciso il chiwawa facendo retromarcia? Allora "Sorry".
Mi hai involontariamente rovesciato una pinta di birra sul cappotto nuovo? Allora sei stronzo cazzo! Ops, allora "Sorry".

Una delle evoluzioni più interessanti del Sorry mi è successa al supermercato.
Ero intenta a fare la spesa ed indecisa se comprare un prodotto surgelato a base di frattaglie oppure direttamente del veleno per topi. Quando finalmente decido che avrei comprato entrambi ed eventualmente usato il veleno per topi al posto del Digerselz, lo vedo che arriva. Giovane, con il volto zombiezzato, l'incedere goffo, una maglietta con scritto "FCUK" (non è un errore di battitura, qua vanno di moda così) e un sorriso beffardo.
So che cosa vuole, vuole spararmi un bel "Sorry", ma non glielo permetterò.
Come una lucertola tra le frasche, giro repentina il carrello e mi infilo in una corsia.
Salva.
Indifferente e guardinga afferro uno stura lavandini, così, tanto per non dare nell'occhio; nello stesso momento un'ignara signora si dirige sul medesimo oggetto e zac... "Sorry".
Fregata! Ma non cedo, la guardo e forte dei miei progressi linguistici rispondo: "Oh don't worry"
La signora mi guarda perplessa e mi risponde: "I'm not worried" e a questo punto mi tocca spararle un "Sorry".
Ha vinto lei!
Torno a casa con tutti i miei topi nelle buste della spesa, sembro il pifferaio magico. Chiedo delucidazioni.
Perchè la signora era sorry ma non era worry?
In italiano quando mi dici "Scusa" io rispondo "Non preoccuparti", ma tu non te lo sogni nemmeno di dirmi "Oh ma io non sono preoccupata!"
Il worry è un'altra storia.
Sorry chiama Sorry come il tre di cuori chiama l'asso.
Il Worry si usa in casi differenti tipo:
Mamma ho appena incendiato la casa, ma non worry
Tesoro ho involontariamente perso un arto giocando a subbuteo, ma non worry
Cara ho involontariamente venduto nostro figlio ad un trafficante di organi, ma non worry

Il worry è una cosa seria, il sorry un pas-par-tout.

Immaginate per un attimo se avessi continuato la conversazione al supermercato con la signora:

"Sorry"
"Oh don't worry"
"Ma io non sono worry"
"Ah, credevo che fossi worry. allora sorry"
"Ah sorry"
"Oh, don't worry"
"Ma io non sono worry"
"Ah, sono sorry per aver pensato che tu fossi worry. Sorry"
"Sorry"
"Oh, don't worry"

Non vedo una via d'uscita.

Vostra gallina yes we can Valentina

4 commenti:

Anonymous said...

la via d'uscita è

"Sorry"
"Never mind!"


(Sauro)

Agata said...

in kosovo invece adiamo avanti a "MIRE".. letteralmente una conversazione tipo con la signora che mi dà una mano con le pulizie è la seguente:
-Mire?
-Mire, mire. Mire?
-Mire!
-Mire mire?
-shum mire!
-Mire.

Traduzione:
-Oh ciao, come stai?
-bene grazie tu?
-anch'io sto bene!
-ti piace come ho sistemato la casa?
-è tutto perfetto!
-Benissimo.

Ah, l'albanese!

Valentina said...

Ahahah fantastico l'albanese!
Quando si dice che la genete ha strane mire....

Eric said...

Sorry, ma questo post è iscritto genio. :)