Lo voglio piccolo!



Il fidanzato della mia amica è fissato con il cellulare.
E' vero che attualmente è una pratica piuttosto diffusa alla quale dedichiamo per gran parte della giornata, ma, parliamoci chiaro, prima come facevamo a vivere?
Mi ricordo che agli albori della mia adolescenza ci si dava un appuntamento in via Roma e ci si trovava tutti lì; in caso di dispersi si aspettava qualche minuto, a volte anche un'oretta e poi si cominciava a vascheggiare.
Mi ricordo che ci si scriveva i bigliettini e si metteva già le opzioni di risposta da crocettare (SI, NO, FORSE) e mi ricordo anche che si passava giornate intere a fare perizie calligrafiche.
Mi ricordo che quando telefonavi a qualcuno dovevi passare dalle grinfie dell'adulto. Chiamavi al telefono di casa e rispondeva un'entità terrificante: il genitore. Per questo motivo, prima di fare il numero, ripetevi mentalmente tre o quattro volte la frase da dire "Salve signora, sono Tizia, un'amica di Caio. Me lo può passare?".
Mi ricordo che si faceva la ronda alle cabine per vedere se qualche anima pia aveva dimenticato una scheda telefonica (con o senza soldi dentro, tanto tutti si faceva la collezione!), mi ricordo che, nel dubbio, ti portavi sempre una rubrica telefonica tascabile, ma i numeri li sapevi tutti a memoria.

Poi... Poi è arrivato lui.
Senza preavviso, una mattina è entrato di prepotenza nei nostri bilanci familiari portandosi via l'italiano, la privacy e la comunicazione diretta.
Ne avevamo tutti davvero bisogno! Come abbiamo fatto a vivere senza? Come siamo sopravvissuti alle intemperie della vita e agli imprevisti senza questo avvincentissimo marchingegno in grado di fare foto, filmati, caffè e cozze marinate? Non me lo spiego.

Adesso ti dai gli appuntamento con un sms e prima di uscire fai uno squillino. Se fai sette nanosecondi di ritardo ti arriva un messaggio cifrato: "Dv 6?" .
Non esistono più i bigliettini e le perizie calligrafiche, esiste l'sms. 160 caratteri di passione e sinteticità. I bambini ormai non sanno più scrivere una frase normale, se gli domandi "Come stai?" ti rispondono: "+o- tt bn :) " e ti viene immediatamente voglia di chiamare la neuro.
Il cellulare è l'ancora di salvezza dei genitori apprensivi, prima esistevano le raccomandazioni: " Copriti, mangia, corri ma non sudare, non dare confidenza agli estranei, non ti drogare..." adesso invece durante il tragitto ti chiamano, ti chiedono se è bel tempo (e tu sei ancora nella via di casa), si sincerano che tu abbia preso il giacchetto, la sciarpa e i guanti (siamo a giugno, ma non si sa mai!). Qualche minuto dopo ti chiamano per farti solo un saluto e per sapere se è tutto ok. Un paio di ore più tardi ti interrompono durante la partita di calcetto per assicurarsi che tu non stia sudando. Al ristorante ti domandano se mangi, se bevi e se sei ubriaco (gli amici seduti al tavolo con te ti sfottono e tu improvvisi un'emergenza e torni a casa!).
Il cellulare è un'arma letale in mano ai genitori.
Mio padre ha imparato da qualche anno ad usare magistralmente gli sms, ma non conosce i misteri della punteggiatura. Nella sua fantasia il messaggio è una versione a portata di mano del telegramma: paghi un tot a parola. Quindi, quando scrive sms, vengono fuori cose di questo tipo: tutto bene a te baci.
Comunque devo ammettere che c'è stato un notevole miglioramento da quando ha scoperto che esiste lo spazio, prima intervallava le parole con il punto o le scriveva direttamente tutte attaccate: tuttobeneatebaci. Un incubo. A parte qualche fraintendimento da T9 non combina grossi disastri.
Non come l'ammazza italiano mamma di una mia amica. Abbrevia tutto l'abbreviabile e sostituisce ogni "c" con una "k", il risultato è più o meno questo: "km st? tt ok? kiama ogni tn xké c manki!!" E da quando? Prima o dopo la lobotomia bilaterale?
Altro fastidiossissimo morbo dilagato dopo l'avvento degli sms e della tecnologia sono le faccine e le sigle. Ormai non ci si vuole più bene, ci si v.t.b.; ormai non si ride, si LOL; ormai non si è felici, si è XD, non ci viene più chiesto di richiamare il più presto possibile, ci viene chiesto di richiamare ASAP. Paradossalmente un liceale comprende più facilmente una frase così: "LOL, tvb! ci sentiamo ASAP" che il "cogito ergo sum".

Comunque c'è poco da lamentarsi, ormai siamo tutti schiavi dei sorrisini e di quei maledetti 160 caratteri. Conosciamo meglio le tariffe del nostro operatore che la costituzione italiana e abbiamo raggiunto una capacità di sintesi degna dei maestri ermetici.

Come dicevo all'inizio, il fidanzato della mia amica è fissato con il cellulare, ne cambia uno ogni due mesi e lo coccola come un neonato. Auricolare, mascherina, custodia, carica batteria da automobile, applicazioni scaricabili a 700 euro al secondo, coccole prima di dormire e prosciutto cotto senza grasso! Insopportabile.
La caratteristica principale del suo fedele compagno di vita è la dimensione. E' noto come gli uomini siano ossessionati da questa caratteristica. L'ultimo che ha comprato è grande come una pasticca da lavastoviglie, metallizzato come una BMW e pratico come un tritacarne a manovella. Per digitare un numero di telefono ha bisogno di uno spillo e della pazienza di un amanuense, per scorrere la rubrica gli serve un rappresentante dei lillipuziani e per fare una telefonata il mago Silvan.
Lo volevi piccolo? Beccati questa!

Vostra gallina vvumd Valentina

5 commenti:

Anonymous said...
This comment has been removed by a blog administrator.
Anonymous said...
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Doriana said...

Un rappresentante dei lilipuzziani.. troppo forte!Mi sono messa a ridere da sola!

Doriana said...

Un rappresentante dei lilipuzziani.. troppo forte!Mi sono messa a ridere da sola!

Valentina said...

@Doriana: Benvenuta nel mondo di Zampe di Gallina! Come vedi non ci facciamo mancare niente :)
Sono felice che il post ti sia piaciuto. :)