Le mutande del campione


La prima , essenziale, importantissima cosa che Lei valuta prima di un appuntamento galante è la biancheria intima.
L'aspetto principale che viene preso in considerazione per la selezione di mutande e reggiseno è l'eventualità di un succulento e svestito dopocena.
Se le possibilità di avvinghiamento funesto sul pavimento di casa di lui sono elevate, Lei opterà per un completo appaiato di pizzo nero con tanto di perizoma e reggiseno con microsostegno; ma se questa eventualità è alquanto remota Lei si armerà di reggiseno super imbottito effetto Pamela Anderson e mutandoni contenitivi Cotonella senza cuciture effetto Bridget Jones.
E' sempre e solo una questione di priorità: balcone estivo con tanto di geranei e sedere scultoreo oppure tavoliere delle puglie e chiappe flaccide ma a prova di vista? Come ho già detto dipende dal dopocena.
E' incredibile come, se c'è la necessità di un completino intimo degno di questo nome, il cassetto della biancheria risulti sfornito di mutante e reggiseno vagamente appaiabili che non risalgano ad un paio di lustri precedenti. Solitamente a questo punto scatta la missione Intimissimi.
Non si sa bene per quale strano meccanismo fisico Lei, dopo la sosta al negozio di intimi, esca non con uno, non con due, ma con una manciata di completini svuota portafoglio e innalza autostima.
In fin dei conti non puoi pensare di iniziare una relazione se non sei fermamente convinta che durerà almeno il tempo di indossare tutti i tuoi nuovi acquisti.
Solitamente la scelta che hai effettuato al negozio si rivela al quanto azzardata e ottimistica: il reggiseno è un pelino più grande di quanto speravi e le mutande un cincinnino più piccole di quanto avresti voluto. Risultato: passi la serata a tentare di togliere il filo interdentale che si confica irrimediabilmente là dove non batte il sole.
Ma tutto questo fa parte della magia dei primi appuntamenti, tutto questo fa parte del gioco e va bene così.
Quando scopri che i tuoi ottimisti pronostici si sono rivelati veritieri e quando hai effettuato ormai altri due pellegrinaggi al negozio di intimi dilapidando tutti i tuoi risparmi, si assiste al grande passo: la convivenza.
Il tuo cassetto delle mutande è impeccabile per i primi mesi. Ad ogni reggiseno corrisponde una micro mutanda e un micro perizoma, entrambi ti creano eruzioni cutanee e pruriti impensabili, ma sono bellissimi.
Quando cominci a scoprire che il tuo lui è in realtà un alzatore compulsivo di tavolette, un disseminatore di panni sporchi nel pavimento e un portatore sano di disordine e russii notturni, ti racconti che in realtà quei completini intimi sono per te, che la biancheria appaiata e comoda come un letto di chiodi ti fa sentire meglio e più donna.
La tortura continua alcuni mesi fino a che, una sera lo vedi: lui indossa boxer larghi a righine.
In un attimo la tua mente collega le immagini di tutte le lavatrici che hai teso ad asciugare: lui ha solo boxer larghi e con fantasia improponibili.
Ti dirigi guardinga verso il suo cassetto della biancheria e, in un marasma convulso di tessuti agrovigliati, identifichi senza difficoltà una miriade di boxer larghi e sdruciti con fantasie rigate e a quadrettoni (se guardi bene ne scovi anche un paio che sfoggiano la stampa delle micro protuberanze del David, c'è da andarne fieri?).
E' ufficiale, ti ha fregata.
Perché, mi domando, noi signorine armate di buone speranze siamo contrette ad indossare perizomi sega chiappe con annessa depilazione inguinale da lucciconi agli occhi e tu, mio dolce bell'Antonio vai in giro con tutto l'armamentario ciondolante dentro mutandoni informi che ti ha comprato la mamma al liceo?
Perché noi microcerebrate donzelle ci infliggiamo pene indicibili con tanga segna lonze che ci bloccano la circolazione e tu mio caro Bronzo di Riace adagi comodamente il tuo regale augello all'interno di comodissimi e ampi scafandri fuori moda?
Per quale strano motivo noi frivole fanciulle lasciamo che la nostra vena autolesionista si infiammi e ci ostiniamo ad indossare pizzi e merletti degni dell'epoca barocca che rilasciano quel delicatissimo effetto ortica sulle nostre parti intime e tu, virilissimo Tom Cruise de no' artri ti diletti a dondolare ad ogni passo il tuo mughetto in fiore?
La cosa che mi irrita ancora di più è che probabilmente ci siamo autoconvinte che tutto ciò sia comodo.
Pensate alle pubblicità:
Roberta mette in bella mostra il suo culo rotondo e sodo coperto solo da un morbidissimo perizoma bianco. Il culo in questione era fino a qualche anno fa il culo della Michelle culo di marmo Hunziker, che cosa ho io da spartire con quelle chiappe? Scommetto che a lei non vengono le pieghette se indossa un tanga e scommetto anche che il suo fidanzato non si accorge se la sua biancheria non è appaiata.
Manuela Arcuri si rotola su un letto di petali come un moscardino nella panatura e sfoggia felice un bel completino bianco, sembra perfettamente a suo agio. Chissà se proverebbe la stessa sensazione se con lo stesso completino si mettesse a dare l'aspirapolvere e a fare la spesa?
La Bellucci invece si divincola in un tango appassionato, va a fare la spesa, cavalca una moto vestita in latex e tiene in braccio un bambino. C'è da notare che la biancheria intima si intravede solo quando indossa la tutina in latex e quando balla il tango. Poi, ultima inquadratura: a terra tre tipi di intimo, indecifrabili ad una prima occhiata, l'unica cosa che sono riuscita a capire è che uno dei tre è un orrendo ed informe completino color carne. Non credo che sia la scelta consigliata per Monica versione Mistress e nemmeno per Monica versione gatta in calore in pista da ballo.
In un altro spot Kylie Minogue armata di reggicalze e pizzi neri cavalca un toro meccanico di velluto porpora mentre una vecchia truccatissima la guarda. Quindi?
Tutti gli spot per biancheria femminile sono fatti per gli uomini, a conferma del fatto che quel concentrato di scomodità lo indossiamo solo per loro.
L'unica pubblicità che sembra sostenere qualcosa di sensato è quella dove Concetta, una signora attempata che combattendo con un reggiseno scomodo si aggira in un mercato di frutta e verdura, Vanessa, una ragazza che continua a togliersi le mutande dal sedere e Serena, un'insegnante che in un museo gremito di gente si divincola a gambe in aria, sostengono senza paura che la biancheria intima è scomoda.
Finalmente dico io!
Il fatto che poi uno stuolo di signorine a chiappe al vento canti con veemenza e convinzione "MA POMPEA NO!" mi fa pensare per assonanza che anche loro hanno una puntina di maschilismo.
E gli spot per maschietti?
Non sono riuscita a trovare niente per i maschietti. Nessuno spot che pubblicizzi fascianti perizomi zebrati evidenzia merendino, nessuno stralcio di pellicola che veda rotolarsi un bell'omaccione su un letto di pruni sfoggiando le sue aderentissime mutande di rete. Niente di niente.
Allora lo butto io giù uno slogan, magari il signor Dolce, Mr Gabbana, l'egregio Armani prendono spunto:
Metti anche tu il guinzaglio al tuo amichetto e falla finita di lasciarlo scorrazzare libero all'interno dei tuoi ampi e amorfi boxer.
Salvaci dalla vista dell'assonnato pelatino che fa capolino tra le ampie pieghe dei tuoi mutandoni di cotone sdrucito.
Indossa anche tu un contenitivo e scomodo paio di aderentissime mutande che lasceranno il segno sui tuoi glutei e ti limiteranno la circolazione sanguigna.
Compra anche tu Mutande di Bandone, le mutande del campione.

Vostra gallina perizomatissima Valentina