Se lo sei sillo, se lo sai sallo.



La vita è piena di insidie.
Ci sono delle cose che non vanno sapute o che è necessario fingere di non sapere, altre che è meglio non sapere, altre ancora che si possono ignorare senza problemi, altre che assolutamente vanno sapute e poi ci sono delle cose, quelle più importanti di tutte: quelle che devi fingere di sapere anche se assolutamente non le conosci.
Partiamo con ordine.

COSE CHE NON VANNO SAPUTE:

All’interno della categoria di cose che non vanno sapute, rientrano tutte quelle faccende che, nostro malgrado, fanno parte delle nozioni possedute dell’altra metà del cielo.
E’ importantissimo per ogni Gallina che si rispetti non superare mai la soglia delle cose che non vanno sapute. I danni provocati dalla curiosità (che si sa è donna pure lei) sono spesso irreparabili.
E’ sicuramente importante non sapere come si cambia uno pneumatico, è importantissimo non sapere niente di elettricità, idraulica, banche e commercialisti. E’ altrettanto importante non saper usare un trapano, non saper guidare mezzi pesanti e guidare a malapena la macchina.
Perché? Se vi state facendo questa domanda probabilmente siete cadute nell’errore e avete appreso, o almeno avete provato ad erudirvi su una di queste faccende.
Errore. Tutte queste nozioni fanno parte delle cose che non vanno sapute.
Vi spiego perché.
Se imparassimo o sbandierassimo ai quattro venti che sappiamo avvitare una lampadina, cambiare una guarnizione o trattare con i direttori di banca, la nostra vita cambierebbe rapidamente.
C’è qualche Gallina che sa come cambiare lo pneumatico alla propria auto? Bene, signore mie, silenzio assoluto. Nessuno deve saperlo e nessuno deve vedervi farlo.
Quando mi si è maciullata la ruota della macchina stavo guidando nel traffico fiorentino. Ostentando timore e sfoggiando l’espressione più frivola che conosco, ho guardato il danno con aria perplessa e ho iniziato a fare quella che non sa dove mettere le mani. Dopo 47 secondi, ripeto 47 secondi, quattro baldi giovani hanno dato sfoggio di virilità come i cervi nella stagione degli amori. Ho perfino finto di non sapere dove si trovasse la ruota di scorta e il crick. Per tutta risposta, loro, aitanti e pazienti, hanno preso in mano gli strumenti da lavoro e con maestria e sorrisi scintillanti mi hanno cambiato la ruota. (Tanto per finire la storia, dopo mi hanno anche accompagnato dal gommista e riaccompagnato a casa.)
Che cosa pensate che succederebbe se il vostro Marcantonio sapesse che siete perfettamente in grado di cambiare una serratura, riparare il rubinetto e aggiustare una presa elettrica? Succederebbe che oltre a lavare, stirare, cucinare e preoccuparvi di tutte le altre faccende domestiche vi ritrovereste anche a sostituire serrature, asciugare il naso a rubinetti gocciolanti ed armeggiare con fili rossi e blu.
Non siate stupide. Certe cose non vanno assolutamente sapute, o quanto meno, se le sapete è bene che mettiate in atto le vostre abilità al riparo di occhi indiscreti.
Sento già le obiezioni delle Galline single: “Io non ho un bell’accidenti di nessuno che mi aggiusta il rubinetto. Se non lo faccio da sola gocciolerà fino a quando la bolletta diventerà talmente salata che dovrò vendermi un rene per pagarla!”
Ma dico io, se gli idraulici che vengono a domicilio sono tutti uomini un motivo ci sarà, no? Ecco allora alzate il telefono, non si sa mai dove si nasconde l’altra metà della vostra mela.

COSE CHE E’ MEGLIO NON SAPERE:

Nella categoria delle cose che è meglio non sapere rientrano tutte quelle faccende che per un motivo o per l’altro ci vengono taciute.
Bene, mia adorate Galline, quelle cose è meglio non saperle.
Non è assolutamente cosa buona e giusta conoscere la password dell’indirizzo di posta elettronica del vostro Movimenta-lenzuola; né, tanto meno, improvvisarsi hacker nel tentativo di entrare nel profilo di Facebook della ex del vostro lui. Non serve a nessuno conoscere a memoria tutte le partner sessuali del vostro Bell’imbusto e non è di nessuna utilità sapere che cosa tiene nel portafoglio, nel cruscotto della macchina, dentro la sua agenda e che cosa diceva esattamente l’ultimo messaggino che ha ricevuto.
Tutto quello che scoprirete, dalla cosa più innocente, a quella più compromettente, metterà solo in moto il vostro già sovraffollato turbinio di cricetini cerebrali e non condurrà mai a qualcosa di buono.
Tutti hanno dei segreti, voi comprese piccole operose scovatrici di password e diari segreti.
Altra cosa che è assolutamente meglio non sapere sono le ricette della famiglia del vostro lui. Scordatevi già in partenza di possedere anche solo lontanamente abilità superiori o vagamente paragonabili a quelle della mamma/nonna/sorella/cugina/prozia/cagnolina d’infanzia del vostro amatissimo compagno. Non ci si misura mai su terreni comuni. Perderete comunque.
Se, anche con le migliori intenzioni di questo mondo, vi viene passata la ricetta del succulento stufato di radicchio, verbena e vitellone che piace tanto al vostro Cucciolotto, sappiate che non sarà mai buono come quello della sua adorata madre. Mai.
Sarete sempre peggiori e avrete perso. E se, Dio ve ne scampi e liberi, il vostro stufato fosse malauguratamente migliore o paragonabile alla versione originale, e il vostro compagno fosse così ingenuo da dire: “Sai mamma, poi la mia Gallina l’ha fatto lo stufato. E’ venuto eccellente, proprio come il tuo!” Preparatevi a subire una serie di piccole e sottili torture psicologiche. Come se essere una nuora non fosse già una posizione sufficientemente sfavorevole.
No, succulenti Galline assetate di conoscenza, queste sono tutte cose che è meglio non sapere.

COSE CHE SI POSSONO IGNORARE SENZA PROBLEMI:

All’interno di questa categoria rientrano tutte quelle cose che non siete tenute a conoscere. Se siete state sufficientemente brave e non avete indugiato in curiosità ed avete messo da parte l’istinto da detective, possiamo inserire in questa categoria tutte le cose elencate nelle due categorie precedenti.
Oltre alle sopra citate maestranze vi è concesso di ignorare tutte quelle cose per le quali la vostra opinione comunque conterebbe ben poco.
Automobili, calcio mercato, storia, tecnologia, scienza e geografia, sono tutti ambiti per i quali la vostra opinione conta come il due di brisca quando l’asso è in tavola: niente.
Nessuno mai vi guarderà storto se non sapete la formazione della Juventus o la capitale del Mozambico. Nessuno si stupirà molto se non sapete la differenza tra un plasma e un LCD o se non conoscete i cavalli dell’ultimo modello di BMW.
A nessuno importa un fico secco niente, quindi, se tali argomenti non rientrano nelle vostre corde, non ammattite troppo a documentarvi.

COSE CHE VANNO ASSOLUTAMENTE SAPUTE:

Nella categoria delle cose che vanno assolutamente sapute rientrano, oltre a una sufficiente dose di cultura generale che costituisce la base dell’essere umano, anche tutte quelle abilità e conoscenze che culturalmente vengono attribuite al genere femminile , più tutta una serie di piccole cosette sulle quali è bene essere pronte.
Cominciamo per gradi.
Non è culturalmente accettabile che una donna non conosca niente di cucina, che non sappia rammendare un calzino, che non conosca niente di economia domestica e che non sia in grado di lavare i panni. Purtroppo il nostro genere ci impone di conoscere certe cose.
A tutto questo c’è una scappatoia, esiste un bonus, uno solo che devi giocarti rapidamente e con maestria. Per quanto ho potuto constatare esiste 2 +/- 1 cose che, nonostante la cultura attribuisca al nostro bagaglio di conoscenza, c’è concesso di non sapere. Personalmente mi sono già giocata parte delle mie carte. Dico di saper cucinare, lavare, mantenere una casa, fare economia domestica e quant’altro, ma ammetto di non essere brava a stirare.
Esatto, Galline mie.
So fare tutto, (dico), ma non stiro. Secondo la regola del 2 +/- 1 mi è concesso non saper stirare e nessuno mi guarda storto.  Io non stiro. E’ un mio sacro santo diritto non saperlo fare e non lo faccio.
L’importante è non tenere nascosta l’incapacità (o riluttanza, che dir si voglia) e lanciarla nel discorso con nonchalance: “Adoro cucinare, mi piace moltissimo (-specialmente la sera quando sono stanca morta-). Poi, sai, ci tengo molto alla casa, ho le mie tecniche; figurati che ho anche imparato a tendere i panni in modo che non sia necessario stirarli una volta asciugati, non è che non sappia stirare, ma mi trovo molto meglio in quest’altro modo, figurati che mi trovo talmente bene che non ho neanche comprato il ferro da stiro…” Ecco fatto. Prendete appunti.
Per quanto riguarda invece il secondo punto, quelle cosette che è necessario sapere e sulle quali bisogna tenersi pronte sono poche, facili, ma indispensabili.
Una donna deve assolutamente sapere qual è il suo libro preferito, il suo film preferito, il suo motto, il tipo di abito che le aggrazia di più il personale, il suo piatto preferito, il viaggio che sogna di fare e avere una conoscenza sommaria di astrologia, sessuologia, psicologia, puericultura. E’ necessario inoltre potersi vantare di avere un parrucchiere, un calzolaio, un’estetista, un macellaio e un fruttivendolo di fiducia.
Sono tutte baggianate? Perfetto.
Riflettete un secondo mie carissime sufragette emancipate, che figura ci fate se qualcuno vi chiede che caspiterina state leggendo e sul vostro comodino c’è solo una confezione vuota di Tavor e una stecca di cioccolata? Una pessima figura, ve lo dico io. Sapere qual è il vostro libro preferito vi permette di giocare la carta del: “Sto rileggendo per la milionesima volta il libro X, sai, è il mio preferito, ogni tanto me lo rileggo…”
Meglio no? Sì, decisamente meglio.
Una donna che ha un tizio di fiducia, sia esso macellaio, calzolaio o carpentiere, fa subito capire al suo interlocutore che non è una fanfarona che se ne va in giro a briglia sciolta, ma che ha i suoi gusti e i suoi standard da rispettare.
Per quanto riguarda la faccenda di avere una conoscenza sommaria di psicologia, astrologia, sessuologia e puericultura, non fate il grosso errore di pensare che questa sia un’opzione facoltativa. Assolutamente no.
Prima di tutto una donna che non sa che gli uomini sagittario scappano, che quelli gemelli tendono a mentire e che quelli leone si incazzano, rischia di avere brutte sorprese. Secondo, avere delle piccole nozioni sul Complesso Edipico e la Teoria dell’attaccamento ti chiarifica un sacco le cose in tema di suocere e paura dei legami. Terzo, una donna che non sa un accidente di niente sui bambini non riuscirà mai ad avere a che fare con un uomo (Vedi Complesso Edipico e Teoria dell’Attaccamento).
Ah, si, conoscenze sommarie di sessuologia. Non credo che sia necessario soffermarsi molto su questo punto. Tutte sappiamo quanto sia importante sapere e sperimentare.
E se c’è qualche Gallina che non è sicura se quello che ha provato l’ultima volta con il suo focossissimo Stallone fosse un orgasmo vero e proprio, mi faccia la cortesia di correre ai ripari.

COSE CHE DEVI FINGERE DI SAPERE ANCHE SE ASSOLUTAMENTE NON LE CONOSCI:

Quest’ultima categoria è la più insidiosa e importante di tutte.
Noi indaffaratissime Galline ci ritroviamo spesso ad affrontare una situazione simile a questa: con una mano a giriamo il sugo, con l’altra a scoliamo la pasta, con la terza mano (che spunta solo in caso di estrema necessità) apparecchiamo la tavola; con un occhio seguiamo il film, con l’altro controlliamo il timer, con un piede passiamo lo straccio sui pavimenti, con l’altro mettiamo gli affettati in frigo, con la voce parliamo al nostro Maschione, con la testa annuiamo, con l’emisfero sinistro pianifichiamo la giornata di domani e con quello destro pensiamo all’amante.
Bene, nonostante le nostre prodezze, siamo consapevoli che, anche se il nostro DNA è carrozzato con il multitasking, è impossibile sapere tutto.
La stessa consapevolezza però non sembra illuminare anche il resto dell’umanità; quindi ci ritroviamo spesso in situazioni dove dimostrare di non sapere alcune cose ci fa fare la figura delle imbecilli sprovvedute.
C’è un rimedio. Ovviamente.
Esistono una serie di strategie che, nonostante la nostra impreparazione, ci consentono di salvare la faccia.
Le situazioni pericolose, sulle quali è bene essere preparate, sono quelle che riguardano la cultura e l’arte.
Non si può sapere tutto e se avete la sfiga di capitare per le mani di un sapientone, o peggio di una mandria di sapientoni, che soporiferamente vi annientano con soliloqui, dovete essere preparate.
La prima cosa da tenere presente è che questo genere di soggetti vuole solo mostrarsi, come le scimmie dal culo rosso; quindi in realtà non hanno alcun interesse a conoscere la vostra opinione.
Annuire inizialmente è una buona strategia, ma il rischio è che il soliloquio diventi insopportabile è parecchio alto. Per cercare di contenere la furia critica del vostro noiossissimo interlocutore è bene, di quando in quando, sparare qualche affermazione; tanto per fargli capire che qualcosa ne capite anche voi e arginare il fiume in piena con il quale il sapientone di turno tenta di travolgervi.
Sappiate per tanto che, per tutte le arti commentare la potenza evocativa, l’impatto suggestivo o la capacità espressiva è la cosa più semplice da fare. “Questo brano ha davvero una forte potenza evocativa” o “In questa poesia l’autore ha una capacità di espressiva notevole” o ancora “L’impatto suggestivo di quest’opera è fortissimo”. Queste frasi sono tutte pas par tout che vi faranno sembrare vagamente competente.
Un’altra cosa importante da fare è ammettere scarsa competenza (in maniera velata, ok, ma dovete ammettere di non conoscere benissimo tutto), questo aspetto è fondamentale perché ogni tanto il vostro interlocutore vi farà delle piccole interrogazioni.
Bene, niente paura, se è veramente competente si accontenterà di una piccola risposta e penserà di giocare su un terreno condiviso, i saccenti adorano giocare all’aggettivazione compulsiva degli argomenti, senza tuttavia entrare nel merito (se fate capire che avete bisogno di essere erudite su un certo argomento, salirà in cattedra e vi tratterà da idiote. Evitate per tanto di farvi beccare impreparate.)
Se l’argomento verte sul cinema d’autore, sarebbe auspicabile averne visto almeno uno (dico uno, non cento).
Prendetelo come compito: guardatevi un film d’autore. (A dir la verità sono certa che almeno uno, anche se non lo sapete, lo avete visto: siamo galline, al massimo pollastrelle, mica oche!)
Bene, la faccenda è semplice, lui vi parla ad esempio di “Film Rosso” di Krzysztof Kieślowski. Voi agonizzate nel panico, non lo avete visto e non volete fare subito la figura dell’idiota. Perfetto rispondete così: “Accidenti, mi riprometto sempre di vederlo, ma ancora non ho avuto occasione.” Lui vi risponderà che è assolutamente imperdibile e inizierà a dirvi qualcosa in proposito. Al primo aggettivo che sfoggia voi cogliete la palla al balzo per agganciarci quell’unico maledettissimo film d’autore che avete visto. Uno qualsiasi. Se lui commenta la drammaticità, l’originalità della fotografia o qualsiasi altra cosa, bene paragonatelo a quell’unico film, che tanto vi è piaciuto e che il tale aggettivo vi ha subito fatto venire in mente. (Vi assicuro che funziona. Io e la mia amica ci abbiamo ottenuto un affitto in una casa da sogno a Firenze grazie a questa tecnica).
La stessa faccenda vale per tutte le altre arti. L’importante è riportare l’interlocutore su un terreno conosciuto agganciandosi ad un aggettivo.
Un’altra cosa necessaria è conoscere qualche curiosità dal sapore vagamente storico e pseudo culturale. Giocarvi la carta della curiosità vi permette di distogliere l’attenzione del vostro interlocutore dal fulcro vero e proprio del tema, togliendovi in questo modo da una tonnellata di impicci.
Per esempio, sapere perché quando si fa un brindisi i calici solitamente si fanno battere l’uno contro l’altro, mi ha tolto da un paio di brutte situazioni (la prima prevedeva che commentassi il gusto di un vino e io davvero non ne capisco niente di vini, la seconda mi ha salvato dagli sguardi di rimprovero dei commensali quando ad una cena, da bella maremmana verace quale sono, mi sono permessa di rompere il silenzio sbatacchiando il calice contro quello della piccola dama incartapecorita che avevo accanto).
Un’altra cosa che è importante fingere di sapere, anche se assolutamente non la conosci, è un qualsiasi rimedio di saggezza popolare. Sfoderare la conoscenza di un rimedio fai da te, ti salva da molte situazioni e ti ammanta di un mistero degno di matrone d’altri tempi. (Evitate, per l’amor del cielo, di tirare fuori la storia che un getto abbondante di alcol è il rimedio che usava la vostra bisnonna contro le emorroidi, o qualsiasi rimedio che chiami in causa cose che poco si addicono ad una Gallina che si rispetti.)
C’è un’altra cosa che è importante fingere di sapere, anche se non la conoscete affatto. Quando siete veramente messe alle strette e la situazione chiama in causa un argomento sul quale proprio non siete in grado di barcamenarvi, fingete di sapere qualcosa su tale argomento, qualcosa di talmente elitario e segreto che proprio non potete svelare. Un esempio?
“Allora che ne pensi della Teoria dei quanti? Ti ha convinto il principio di indeterminazione di Heisemberg?”
Gelo.
“Mi ha convinto? Beh, ti assicuro che dopo le cose che pare siano venute fuori di recente… ne hai sentito parlare vero?” “A cosa ti riferisci?”
Ostenta imbarazzo (tanto visto le cazzate che spari non dovrebbe essere difficile) “No, no, non me la sento di addentrarmi in questa conversazione, si va su argomenti troppo delicati. Sai quando si comincia a chiamare in causa il Vaticano e i Servizi Segreti mi sento un po’ a disagio, tanto ognuno ha le sue opinioni.”

E’ davvero importante sapere qualcosa, anche se non la sa nessuno.



Vostra Gallina sapientona Valentina

3 commenti:

Agata said...

Mitica!!!! Siamo tutte Galline laureate del tuo sapere! Continua così!

Agata said...

ps: confermo la tecnica dell'affitto a Firenze e confermo la storia della ruota maciullata a Firenze (oltre alla ruota si è pure fatta mettere la benzina dentro il serbatoio!!!!!)

Valentina said...

Perché quando ho fatto il cin-cin e il TopoFamiglia mi ha fulminato, così come tutti gli altri e ho tirato fuori quella storia dei 5 sensi?

Ovviamente la magra figura che ho fatto è stata recuperata e dopo, se ben ricordi, un bel brindisi alla maniera "Sister" non gliel'ha levato nessuno! Tiè