Una dozzina di cose che amo




  • Le papere di gomma: odorano di gomma e questo mi sembra davvero un motivo valido e sufficiente, in più galleggiano nell’acqua pur non essendo stronze.
  • Il limone con il sale: è una delle poche cose che mi fa venire l’acquolina in bocca e quando lo vedo sembro Lupo Ezechiele. Due precisazioni: 1) Quando lo mangio ho una faccia così goduriosa che ti faccio subito venire voglia di provarlo. A questo seguirà immediatamente la tua grande delusione accompagnata da smorfie repulsive. 2) Con il limone e il sale mia nonna ci puliva il rame; questo non significa che sia nocivo alla salute. Ho una testimonianza medica che lo conferma. (Mamma tranquilla, non ne mangio poi così tanto).
  • Le cicatrici: a patto che siano di modeste dimensioni e posizionate sul corpo di un bel maschione.
  • Le scarpe di vernice con il tacco alto: meglio se rosse. Una donna non ha mai abbastanza scarpe di vernice col tacco. Dovrebbero venderle in confezioni a multipli di sei, come le uova.
  • Le buste plastificate: non quelle di plastica del supermercato. Piccoli astucci o porta trucco. Rigorosamente plastificati. Le buste di plastica non sono mai abbastanza.
  • Le elucubrazioni mentali: a patto che siano fatte con enorme supponenza e con la volontà di raggiungere la verità assoluta. Una delle dissertazioni più edificanti alla quale ho avuto il piacere di prendere parte riguardava il valore occulto del numero sette. Abbiamo passato in rassegna Fibonacci, la numerologia cabalistica, lo spettro visivo, le dimensioni ancestrali della filosofia celtico-druidica,  la memoria a breve termine e le dimensioni fisiche inesplorate, passando ovviamente per i legami chimici e psicologici. Dopo 48 ore siamo giunti alla conclusione che la risposta ai nostri interrogativi era racchiusa in Biancaneve e i 7 nani.
  • Il mio Macbook: entrato da poco tempo nel mio mondo, mi fa sentire così all’altezza della situazione e mi da un tono da scrittrice moderna e metropolitana. Adesso basta solo che qualche editore decida di pubblicami.
  • L’avocado: è la prova concreta dell’esistenza di Dio. E’ un frutto che si mangia come una verdura (prima prodezza di Dio). Una volta tagliato a metà scopri chiaramente l’enorme nocciolo che non rischi assolutamente di ingoiare e che si toglie con estrema facilità (seconda prodezza di Dio nata come riparazione all’errore fatale fatto con l’uva). Lo mangi con il cucchiaino, direttamente dentro la buccia, senza sporcarti e poi butti via il sottilissimo strato incommestibile come se si trattasse della confezione del Kinder Bueno (terza prodezza di Dio fatta come omaggio al successo ottenuto col packaging delle banane).
  • I progetti: specialmente se ambiziosi e schematizzati su carta in lunghe liste e schemi. La maggior parte delle cose che intraprendo vengono schematizzate e diventano progetti o missioni. Se decido di comprare le carote, uscirò per la "Missione Carotene". Se decido di documentarmi sui celenterati inizierò il "Progetto-Celenterati". Ad oggi i miei progetti migliori sono "Progetto-Mangiare mangiando, bere bevendo e fumare fumando" e "Progetto-Tacchi alti perché mi sento a terra".
  • La cartoleria: quaderni, foderine, penne, gomme, evidenziatori, agende, raccoglitori, porta documenti, pennarelli. Non sono mai abbastanza. il piacere di ordinarli per gradazione di colore e dimensione è unico. (Sì, ne ho già parlato con il terapeuta).
  • La leggerezza: non la superficialità, ma la leggerezza. Non c’è dubbio che se Kundera l’avesse chiesto a me, gli avrei subito spiegato senza indugi che la leggerezza è sicuramente la cosa migliore.
  • Le lingue straniere (e i dialetti): Non ne conosco molte, ma il fatto che esistano delle parole specifiche per indicare una cosa specifica in una lingua e non in un’altra mi piace da morire. In modo particolare ho una predilezione per un tipo specifico di pronuncia e il suono che produce; solitamente preferisco quella meno in voga. Ad esempio tra tutti i tipi di spagnolo preferisco quello parlato in Argentina, tra tutti i tipi di inglese quello parlato in Inghilterra, del portoghese mi piace quello Brasiliano e via dicendo. 




Vostra Gallina amata Valentina

2 commenti:

Il Pollocane said...

Il packaging delle Banane! Geniale! Lol ;)

Valentina said...

Non c'è sul mercato un prodotto confezionato meglio!