Di mamma ce n'è una sola


Una cosa assolutamente da non sottovalutare è la mamma del maschio. Specialmente se la mamma in questione è, per l’appunto, la mamma del vostro maschio.
Ci sono varie tipologie di suocere che possono essere letali come l’antrace e che spesso hanno l’abilità di trasformare il proprio amato tesoro in un partner ammorbante ed involuto.
Anche se non si ha la possibilità di incontrare direttamente la sacra dispensatrice di vita virile, si deve iniziare a sospettare che ci sia sotto qualcosa se il vostro baldanzoso Tafano Reale, sin dai primissimi incontri, butta qua e là come un contadino alla semina, la parola Mamma. 
Tafano Reale:“Sono stato benissimo con te oggi, ti chiamo domani per un caffè”
Gallina: “Anche io sono stata bene”
Tafano Reale: “Scappo adesso, ho promesso a mamma che sarei rientrato presto”
Gallina: “Non preoccuparti, a domani” 
Infatti quelle che si devono preoccupare siamo noi ingenue Galline. Pronunciare una parola che viene imparata durante il periodo della lallazione non è virile e quindi, miei amatissimi Tafani Reali, evitate di farlo. Ma cosa ancora più importante, questa tenera e dolce parolina, ricordo di dolci momenti di culla, deve subito farci capire che la sua presenza sarà costante ed ingombrante più di un divano-letto. Il mammone lasciamolo a casa sua. Con mamma appunto.
Altro indizio che deve subito farci capire che non è aria è quando il nostro aitante Anguillone Fiumano parla della propria madre usando nomi o pseudonimi sospetti. Tra i più sospetti “Produttrice Biologica” (nome utilizzato da un uomo che adesso si chiama Francesca), “Principessa dallo sguardo triste” (nome utilizzato da un giovanotto di 45 anni che ovviamente non ha ancora trovato l’anima gemella) e “Patatina”/“Farfallina”(Non credo sia necessario spiegare quali siano le implicazioni che correlano col fatto che il vostro spasimante chiami la propria madre con un nome che può essere tranquillamente utilizzato per riferirsi colloquialmente alla vagina). 
Un altro parametro da non sottovalutare è la sottile ma netta linea di demarcazione che esiste tra una madre smaliziata e Giocasta. Una madre smaliziata può mettervi in imbarazzo ficcando il naso nella vostra vita sessuale: “Insomma, dimmi un po’, com’è mio figlio a letto? E’ uno stallone? Io posso garantirti che qualche anno fa c’ho fatto un bel discorsetto e gli ho spiegato bene cosa piace ad una donna!”. Una madre Giocasta invece di ficcare il naso nella vostra vita sessuale, tenta in tutti i modi di esserne morbosamente partecipe: “Tesoro, ti vedo stanco. Perché non ti rilassi un po’? Io intanto ti preparo un bel bagno caldo con tanta schiuma e poi ti lavo la schiena”. Avrete la consapevolezza di avere a che fare con una madre Giocasta quando, mostrandovi una foto che la ritrae con il figlio, commenta: “Tutti ci scambiano per fidanzati”. Ed è proprio così, se il vostro spuffurino d’amore è figlio di Giocasta, non avrà mai uno spazio per voi e la vostra amata suocera tenterà di rendervi la vita impossibile.
Altro chiaro segnale assolutamente da monitorare è l’eccettuazione ripetuta post qualunquismo. “Le donne sono tutte acide. Eccetto mia madre”, “Le donne sono tutte imbranate al volante. Eccetto mia madre”, “ti amo come non ho mai amato nessun’altra donna. Eccetto mia madre”, “Le donne di oggi non sono più dedite alla famiglia come lo è mia madre”. Prima di fuggire a gambe levate ricordatevi di dire al vostro eccettuatore folle che “Tutte le donne ti scaricheranno, eccetto quella santa donna di tua madre, sfigato qualunquista”.
Ci sono almeno altre tre frasi che devono obbligarvi alla fuga immediata (e se necessario anche al cambio di taglio di capelli, di numero di cellulare e nome all’anagrafe): 
  • “Mia madre è il mio ideale di donna” = devi diventare come mia madre
  • “Assomigli tanto a mia madre” = devi diventare come mia madre
  • “Dovresti somigliare più a mia madre” = devi diventare come mia madre

Un altro tipo di maschio pericoloso è quello che di quando in quando si diletta nel gioco delle differenze. Il gioco delle differenze consiste nella semplice puntualizzazione della differenza, senza aggiungere altro, ma ha la capacità di mettervi sotto pressione e di farvi sentire più osservate degli inquilini della casa del Grande Fratello. “Li pulisci così i fornelli? Mia madre invece usa il Cif” ,“Lo tieni lì il caffè? Mia madre lo tiene in un barattolo ermetico”, “La sali ad occhio la pasta? Mia madre usa un misurino”, “Le pieghi così le lenzuola? Mia madre fa in un modo tutto diverso”, “Non ci metti il peperoncino nel sugo? Mia mamma ne aggiunge sempre una puntina”. Dolcissimo e adoratissimo tesoro mio, visto che ti piacciono così tanto i giochi sono felice di annunciarti che d’ora in poi avrai la possibilità di fare un bel solitario cinque contro uno.
Altro simpatico elemento che viaggia temerario ed ignaro sulla rima del vaffanculo, è il figlio modello. Se intuite che il vostro papabile impollinatore di giunchi primaverili è stato o, peggio ancora, è tutt’ora considerato dalla madre un figlio modello, sbarazzatevene. Le motivazioni per le quali “il figlio modello” è un cattivo indizio per una Gallina che cerca il proprio Galletto, sono molteplici. Prima di tutto la madre tenderà a giustificare sempre e comunque la condotta del figlio: “Cara, è stata solo una scappatella, mio figlio è un uomo speciale”, “Cara, con tutti i sacrifici che fa durante la settimana, mica pretenderai che nel weekend stia con te, ha anche lui diritto di svagarsi, povero caro”. Secondo, il vostro baldanzoso “figlio modello di madre giustificante” sarà probabilmente un maledettissimo Dr. Jekyll pronto a trasformarsi in Mr Hide ogni volta che non è sorvegliato dal vigile e bonario occhio materno. Terzo, ma non ultimo, i “figli modello e bipolari, di madri giustificanti” pretendono che la loro fidanzata si trasformi in una “vergine pia accogliente e prodiga custode del focolare” ogni volta che la casta coppiola si appresta ad incontrare la cara suocera che pretende di essere chiamata mamma anche da noi, e che, una volta a casa, senza la madre tra le scatole, diventi una “battona, spregiudicata, ultras, con tendenze lesbo-fetish”. Capite che il gioco non vale la candela.
Altro aspetto sul quale mi sento di spendere due parole è sull’autonomo-dipendente-invischiato-schiavizzatore. Questa tipologia è particolarmente ostile da individuare. Il vostro Edipo si presenta con tutte le carte in regola. Ha circa trent’anni, un lavoro, una casa, pratica sport, ha svariati interessi e sa come farvi ridere e sentire speciale. Questo è ciò che vi appare per il primo mesetto. Poi casualmente venite a sapere che la casa non è di proprietà, ma in affitto. Niente di strano, se non fosse che l’affitto lo paga mamma con il secondo lavoro. Dopo poco scoprite, sempre casualmente, che la spesa la fa la mamma, perché lei sì che sa scegliere i cibi migliori. Poi rapidamente vi rendete conto che, tutto sommato, per lui è più comodo passare a prendere il pranzo e la cena a casa da mamma, tanto lei cucina comunque e poi, in questo modo, il vostro Edipo coglie l’occasione per ritirare i panni lavati e stirati e portarne altre sporchi e bisunti. In breve tempo vi accorgerete, che nella sua casa ci dorme solo il fine settimana, ma che dal lunedì al venerdì è più comodo dormire a casa di mamma, che non ha la capacità di comprarsi nemmeno un paio di mutande e cuocersi un uovo al tegamino e che, alla fine, fa tutto questo perché così sua mamma è contenta. Il che probabilmente è anche vero.

Mi domando, adesso, ma questi soggetti ho avuto il piacere di conoscerli solo io, o c’è qualche disgraziata che ha avuto a che fare con qualche esemplare sopra citato?

Detto questo Galline mie, meno male che di mamma ce n’è una sola.

Vostra Gallina avrò un figlio maschio e sarò una madre terribile Valentina

7 commenti:

Bia said...

Accidenti, mi hai fatto venire le paranoie. Io fino adesso di mamme ne ho conosciute poche (fortunatamente aggiungerei), ma penso di essere caduta nelle reti di un figlio-modello.
In compenso, con grande imbarazzo, mi sono resa conto che il gioco delle differenze lo faccio io, confrontando costantemente il povero disgraziato in questione con mio padre e mio nonno.
La settimana prossima ne parlerò con la mia psichiatra: non vorrei finire, un giorno, a pugnalare a morte ogni possibile fidanzato, mentre il cadavere mummificato di mio padre ondeggia, con un sinistro cigolio, su una vecchia sedia a dondolo.

LAURA said...

Fortunatamente non ho mai conosciuto un uomo che chiamasse la mamma Farfallina/ Patatina (oddio ma esiste davvero??) altrimenti sarei scappata a gambe levate.
La fortuna (la definirei così dopo aver letto il tuo post) è che il mio uomo non ha un grande legame con la sua mamma... esiste un rapporto di reciproca e civile sopportazione ma nulla di più.... poi abitiamo a 300 km di distanza e questo aiuta parecchio!

Alberto said...

Ci sono anche casi rari, forse rarissimi, ma di qualcuno so, che la nuora chiami mamma la suocera. E la chiama proprio per convinzione, per l'affetto.

Ma|Be said...

ecco perché ho lasciato il mio ex.
esattamente per tutto questo.
nomignoli per la mamma, dipendenza dalla mamma, ricatti psicologici da parte della madre, eccettuatore qualunquista che si diletta nel gioco delle differenze.. inZomma, tutto o quasi tutto quello che hai scritto te in un solo "Edipo".

Valentina said...

@ Bia: Il gioco delle differenze è una brutta bestia! Io purtroppo l'ho fatto qualche volta, ma non paragonando il mio fidanzato a mio padre, peggio, paragonando ad mio ex. Deleterio, mortale e di pessimo gusto (a mia difesa posso dire che lo facevo solo mentalmente).

@Laura: per quanto riguarda il pargolo della patatina/farfallina e il figlio della produttrice biologica, devo ammettere che non sono parte della mia collezione privata di relazioni andate male, ma entrambi li ho conosciuti di persona. Ovviamente c'ho messo un po' a capire che la farfallina in questione fosse la mamma e ho impiegato ancora di più a capire che cosa intendesse il tipo per "produttrice biologica".

@Alberto: sì, ovviamente esistono anche delle suocere a modino e delle nuore pacifiche e ben disposte. Ho avuto il piacere di incontrare un paio di mamme davvero squisite. Una è stata probabilmente l'unico motivo che mi spingeva a non piantare il figlio in asso, l'altra si è rivelata un tantino eccessiva sulla lunga distanza (tutt'ora ogni volta che mi incontra si commuove e dice che mi rivorrebbe a casa). Però, devo dire, che non riuscirei a chiamare mamma mia suocera, nemmeno se ci fosse un ottimo rapporto.

@ma|be: Che sfiga! un concentrato così denso di invischiamenti con il materno non ho mai avuto occasione di vederlo. Immagino che fatica dev'esser stata stare al passo con l'esigenze del tuo pretenziosissimo Edipo.

NonnaPapera said...

grazie della visita e del commento. Adesso muoio dalla voglia di vedere le tue creazioni, le pubblichi o me le mandi a nonnapapera@mondopapera.net ?
Ho letto il tuo post: parole sante!!!
Passo a leggermi i post più vecchi e ti metto tra i miei preferiti: galline, polli, pollai, papere... tutto fa brodo!
ciao

Valentina said...

@Nonnapapera: ti mando con piacere qualche foto all'indirizzo di posta che mi hai indicato. (oppure, se hai a disposizione Facebook, puoi cercare "Limon y sal jewellery" e nella sezione foto ci sono anche le papere )