Una mezza dozzina di parole a doppio taglio

Si sa che il Lunedì fa schifo.
Dallo spazzino all’imprenditore, dalla maestra allo scolaro, dal barista al medico di famiglia (unica eccezione quei paraculati dei parrucchieri che il lunedì ce lo mettono nel baugigi e gozzovigliano), per tutti gli altri il lunedì è traumatizzante come un beverone di Herbalife.
Quindi, per tutti i non parrucchieri all’ascolto, sappiate che vi capisco.

Visto che il lunedì è una roba seria, ho deciso di lasciarvi proprio oggi la dozzina settimanale (ormai quella vi tocca una volta a settimana), nella speranza che questa mezzadozzina di parole a doppio taglio vi mettano in guardia fino al prossimo week end.

SCUSA: Ci sono vari usi della parola scusa, alcuni più astuti di altri. Mentre tutti


gradiamo sentire “Ho sbagliato, ti chiedo scusa”, son ben pochi quelli che apprezzano “Ho fatto tardi perché mi hanno trattenuto in ufficio” mentre è chiarissimo che sei stato impegnato per una sessione di un’oretta a provare tutte le posizioni del Kamasutra con la segretaria ventiduenne. Davvero bella scusa del cazzo. Se chiedere scusa e giustificarsi con una scusa sono le due lame dello stesso coltello, da quando Moccia ha preso il via a chiedr scusa ma ti chiamo amore, scusa ma ti voglio sposare e scusa ma mi scuoce il risotto, mi viene voglia di prender il coltello e puntandolo alla gola di Moccia, dirgli “Scusa, ma ci hai proprio rotto il cazzo!”

RIVELARE: questa parola non sono sicura che abbia un duplice significato, nel linguaggio comune la utilizziamo quando ci viene detto o mostrato qualcosa che prima era stato tenuto nascosto. Viene considerata un sinonimo di svelare. Ma, mentre svelare rimanda allo spostamento di un velo, rivelare mi dà tanto l’impressione di “velare due volte”. Detto questo mi viene da pensare che le rivelazioni siano un’arma a doppio taglio.

NEL SENSO: ci sono due generi di persone che usano “nel senso”. Quelle che parlano male e quelle che sottolineano l’ovvio. Per quanto ci siano numerose motivazioni per sottolineare l’ovvio, ce ne sono assai meno per parlare male. “Ti amo, nel senso che sono innamorata di te” à sottolineatura dell’ovvio più che giustificata. “Non sono venuto ieri, nel senso motorio del termine” à caso limite tra sottolineatura ironica contesto dipendente ed analfabetismo triviale. “Non è colpa tua, tu non hai fatto niente, ma ho bisogno di tempo, nel senso che è per causa mia, nel senso che è colpa mia” à analfabetismo risolvibile con un’espressione migliore “non voglio più stare con te perché c’ho un altro”.

PERDONO: sia quando lo si chiede che quando lo si dà non presagisce niente di buono. Per quanto l’animo umano e lo spirito cristiano sia caritevolmente propenso a tale esercizio, quasi come si trattasse di uno sport olimpico, la nostra cultura ci insegna che quando ricevi qualcosa per-dono è cosa buona e giusta contraccambiare. Per questo tendo ad essere diffidente nei confronti del perdono che si dà o si ottiene per-dono.

NON IMPORTA: chiunque abbia mai avuto occasione di scambiare due parole con una donna, sa benissimo che la disponibilità celata dietro al non importa è, piuttosto, astio e rancore. La maggior parte delle cose per le quali diciamo non importa, sono solitamente al quanto importanti. Non mi soffermo sul “non importa –pausa gelida- davvero”. In questo caso sappiate che il non importa raggiunge il valore di un vero e proprio test standardizzato secondo tutti i sacramenti. Inutile dire che se vi fermerete al non importa prendendolo per buono, il test è miseramente fallito.

CORREGGERE: non sempre, solo quando viene usato alla seconda persona plurale del presente indicativo. Non dimenticherò mai la seguente scena risalente ad una quindicina di anni fa:
Professoressa: “Ragazzi correggiamo questi esercizi, forza dai, correggiamo” Compagno di classe: “Si Prof, correggiamo! Correggiamo! Correggiamo tutti insieme!” accompagnando le sue parole da un’allegra sinfonia.


E voi? Che parole a doppio taglio mi regalate per iniziare la settimana?

Vostra Gallina bilama Valentina

19 commenti:

Vittoria A. said...

Ciao Valentina! premetto che sono rintronata perche' e' lunedi' e non sono un parruchiere! Dunque...vediamo...non mi viene in mente nulla. Ho bun misto di Italiano-Inglese in testa e sono qui che mi dibatto nella palude delle scartoffie da controllare e da vagliare. Ce la fario'? se mi viene in mente una parola corro a dirtela!Un abbraccio!

Valentina said...

@Vittoria: non sai come ti capisco. Considera che in casa mia siamo ormai privi di ogni remora e pudore linguistico di qual si voglia natura. Non parliamo più una lingua comprensibile da tempo. L'inglese, lo spagnolo e l'italiano si accavallano dando il via a discorsi dalla sintassi anglofona, dall'accento latino e dalle parole caserecce.
"Sei tired mi amor,sei tu?" Patetico.

Zio Scriba said...

ehm... a proposito di doppio taglio e di parole (o nomi) che si assomigliano: Muccino non sarà mai il mio regista preferito, ma non è un po' troppo crudele confonderlo con quel cesso umano di mocciA? :D

p.s. il lunedì si riscatta, al punto da diventare il giorno da me più amato e atteso, al mare, quando la spiaggia torna semideserta dopo l'assalto delle cavallette domenicali...

SuzieD said...

"Stai tranquillo, ci penso io!"
Quante volte mentre ti senti dirlo aspetti che il tuo amato, adorato, meraviglioso, sempre presente, attento e premuroso... partner, ti dica: "No. Ci penso io!"
Lo "stai tranquillo" è l'inizio della bufera, è il primo fulmine a ciel sereno, è un'ultima chance prima che le saette si scaglino contro l'odiato, assente, egoista, falsamente presente uomo della tua vita!!!
Lo avevi già messo in altre mezze dozzine? E' da poco che sono arrivata nel tuo pollaio!

Valentina said...

@Zio: lo vedi che sono proprio lobotomizzata il lunedì? Scusa Moccia, ma ti chiamo Muccino. Correggiamo questo post via! ;)

Valentina said...

@SuzieD: Come hai ragione Suzie! Stai tranquillo è alla stregua di non importa. Sono test. Mi domando perché continuano a fallirli.
P.s. ho appena sparato un "non importa, stai tranquillo, va bene uguale" al mio Principe dagli Occhi Azzurri che, dopo avermi detto che se pensavo a tutto io (pranzo, pulizia cucina, lavatrice, aspirapolvere e sistemazione dei suoi panni) senza la minima lamentela o contributo, lui mi avrebbe fatto l'immenso favore di uscire 5 minuti prima, andare a comprarmi le sigarette qua sotto casa e tornare a portarmele prima di schizzare via ed andare a lezione. Ovviamente non ha fatto in tempo. "non importa, stai tranquillo, vorrà dire che questa sera starnutisco sulla tua cena amore!"

bismama 2.0 said...

Una parola a doppio taglio?

Ne ho tantissime ma non sono da blog senza censura :-)

Valentina said...

@Bismama 2.0: daccene almeno una (preferibilmente delle più zozze). Zampe di Gallina brama le tue parole a doppia lama con impugnatura anatomica modello Shogun.

robydick said...

POSSEDERE
verbo d'uso comune per indicare possesso di beni o servizi, cinicamente quanto candidamente usato (persino in campo medico!) per indicare "uomo che ha fatto sesso con donna": l'ha posseduta. l'amore non è un possedersi reciproco? la donna la vendono un tanto al kg agli uomini?

Annachiara said...

Le mie sono: contraddittorio, rompere, zebedei, impossibile.
Ora non mi dilungo sulla spiegazione, ma il tutto si può riassumere in una frasetta: "Se contraddici qualcuno, gli rompi gli zebedei".
(ovviamente mi riferisco ad episodi della mia vita, e soprattutto della mia vita web 2.0

Agata said...

Sperare.
Sperare= Illudersi
seriamente, ho pensato per anni che fossero sinonimi, seriamente. Ci sono arrivata tardi, forse troppo...ma meglio tardi che mai?
Dio sister che nostalgica che sono oggi.

pollywantsacracker said...

ma bellino questo blog!!!(e concordo su moccia: scusa, ma hai rotto i coglioni!)
ciao, polly, valentina anch'io ;)

lastregadiportobello said...

E' da poco che leggo il tuo blog, ma mi piace proprio...
Tornerò a trovarti...

Ragno said...

suggerisco: OVVIAMENTE.

detto con convinzione rende "ovvia" anche la teoria più strampalata!

ovviamente io non la uso mai...

unwise said...

GESTIRE: quando senti il tuo capo che parla di "gestire", sembra che parli di operare qualcuno al cervello. un'operazione che richiede la massima cura e competenza che, naturalmente, ha solo lui.
quando invece da a te qualcosa da "gestire", è immancabilmente una rottura di coglioni tranquillamente "gestibile" da una scimmia, oppure una patata bollente, che, se per caso ti cade dalle mani, sai già in quale buco andrà a rimbalzare...

♥ Alianna ♥ said...

Lunedì si ricomincia, sob..eppure dovremmo esserci abituati..invece..
Bacioni :)

cicciopettola said...

IMPLEMENTARE
è il verbo che puntualmente viene tirato in ballo, che c'entri al contesto del discorso oppure no non importa, nel bel mezzo delle riunioni di lavoro più inutili strascinate e pallose, con l'unico intento di risollevare la palpebra, propria e se possibile anche degli altri astanti, e salvarsi dal prendere una frontata sul prezioso quanto pericolosissimo tavolo in cristallo della sala riunioni
(ovviamemente implemento anche io, specie nelle riunioni fatte di lunedì..)

Valentina said...

@Robydick: se la donna la vendessero un tanto al kg, il mio principe in questi ultimi 4 mesi avrebbe avuto un bel guadagno netto. (INDOVINELLO: che cos'è quella cosa che lievita ma non è un dolce? Io. Porca miseria!)

@Annachiara: com'è vero. L'accondiscendenza pare essere l'unica moneta di scambio veramente gradita.

@Agata: ma chi visse sperando non morì... da illuso?

@Pollywantsacracker: Benvenuta Polly! Zampe di Gallina è più che lieta di accogliere un'altra Valentina :)

@Lastregadiportobello: ma grazie :) Io son qua che ti aspetto. :)

@Ragno: io adoro "ovviamente" proprio per questo suo potere, ovviamente.

@Unwise: com'è vero.La cosa peggiore è che questa faccenda del gestire con due pesi e due misure è estesa anche ai non capi. Il primo stronzo che incontri per strada deve GESTIRE delle cose importantissime e le tue inevitabilmente sono delle cazzate.

Valentina said...

@Alianna: sì, il lunedì is a pain in the ass!

@Cicciopettola: eheh, sì, ci sono quelle parole che danno quel non so che e risollevano gli animi. Le parole che ti fanno sembrare attivo ed intelligente. La parola che mi da un tono e che piazzo per apparire più interessante e colta è DIAFANO. E' piuttosto difficile da collocare, ma se la butti là con scioltezza, magari commentando il volto di un malcapitato a caso, l'effetto intellettualoide è assicurato. (se però dici: "cazzo oggi sono diafana" l'effetto colto-erudito-spocchioso svanisce miseramente)