Italia post-traumatica da stress

Pensavate che fossi sparita? 
E invece no, sono ancora qua, quasi viva (e non mezza morta, perché nel frattempo ho appreso l’arte dell’ottimismo). 
Io ve lo avevo detto che la primavera mi rintronava, quello che non vi avevo detto è che di lì a poco sarei rientrata in Italia “Giusto una capatina veloce per sbrigare qualche bega burocratica”, continuavo a ripetermi manco fosse un mantra. Ovviamente non avevo calcolato la cacarella che mi avrebbe inchiodato a casa di lì a poco e nemmeno il simpaticissimo vulcano islandese che avrebbe, non appena il flagello del virus intestinale si fosse placato, bloccato gli aeroporti di tutta l’Europa. 
Diciamo pure che non avevo calcolato parecchie cose.


Comunque, non appena ho avuto modo di riprendermi dalla mazzata influenzale e di mettere mano all’orda di parenti a briglia sciolta che mi hanno accolta a colpi di “come stai”, “come si sta a Glasgow”, “quando torni” (bene, Glasgow è fredda, quando torno?! In che senso?) per poi iniziare ininterrottamente con una fustigazione dettagliatissima delle loro disavventure, ho avuto il fortissimo piacere di avere a che fare con la burocrazia e gli uffici italiani.

Sarei dovuta essere a Firenze per le nove di mattina, pronta come un motociclista allo start, per assicurarmi il magico numerino di coda della famigeratissima Segreteria Studenti di psicologia. Considerando l’oretta e mezzo di tragitto per arrivare a destinazione e il traffico fiorentino mattutino, avevo optato per una partenza intelligente alle 5 di mattina.
Quando è suonata la sveglia, la partenza mi è parsa molto meno intelligente ed ho posticipato la levataccia di un paio d’ore.
Nonostante i motorini, le biciclette e le vecchiette che come funghi spuntavano senza preavviso, sono arrivata a destinazione appena dopo le dieci e non ho ammazzato nessuno. Ero già soddisfatta.
N° 87, pensavo peggio.
Quando finalmente tocca a me mi accorgo subito che mi era capitato lo sportello più scianganato. Il tipo che abbozza un sorriso dietro il vetro è un esemplare maschio, di un’età indefinita che oscilla da 35 a 65 anni, occhio vitreo, punto vita cubico, maglione aviazione, psoriasi facciale e pallore congenito.
Ad ogni mia domanda risponde che avrebbe domandato alla collega perché incerto sul da farsi. Dopo aver consegnato e compilato un plico di fogli, il libretto universitario e aver appiccicato qualche marca da bollo, mi informa che per procedere con la richiesta tesi avrei dovuto pagare un paio di bollettini per la modica cifra di 700 euro circa. 
“Ma io sono laureanda!” 
“Domando alla collega”

-- attesa interminabile--

“Mi dispiace ma deve pagare”
“Perfetto, allora senta faccio una volata in posta, sento se accettano anche organi, tanto di reni ne ho ancora due e uno posso pure darlo via, pago il tutto e torno. Secondo lei faccio in tempo? La posta è qua dietro faccio in un lampo, vi prego non chiudete l’ufficio.” Accompagno il tutto con il mio miglior sorriso e sbatto le ciglia a più non posso. 
Sono quasi certa di non aver sortito alcun effetto.

Arrivo in posta sudata come un prosciutto in cantina, N°175, davanti a me 47 numeri e solo 3 sportelli funzionanti. 
Voglio morire.
Mi addentro nei meandri bui e mi avvicino a delle vecchiette composte, ignara di quello che sarebbe accaduto di lì a poco.
Il regolare ciarlio viene interrotto da un tipo in giacca e cravatta che inizia ad inveire contro i comunisti. “Sono un imprenditore e bla bla bla” e invece di un coro unanime di “Ecchissenefrega”, un altro tizio furibondo e verde di bile risponde con un’arringa contro “Quel pezzo di merda di Berlusconi che ha rovinato l’Italia”. Il dibattito sfiora il grottesco e mi porta a pensare a più riprese che si tratti di uno scherzo. 
Il dubbio si trasforma in certezza quando le tacite vecchiette si scatenano in discorsi surreali:

Vecchietta-con-i-capelli-rossi:“E’ lui tanto, che poi ha pagato, tanto signora l’è così che va i’ mondo”
Vecchiett- con-i-capelli-bianchi:“Ehh”
Vecchietta-con-i-capelli-azzurri: “Sie, l’hanno detto a’i telegiornale; nu’ si guarda sempre”
Vecchietta-con-i-capelli-ramati: “A me l’ha umm’ha datho proprio niente”
Vecchietta- con-i-capelli-rossi: “Noi siamo gente per bene”
Nel mentre, il teatrino messo in piedi da quei due figuranti che duellano a colpi di leggi e misfatti della nostra classe politica, ha paralizzato tutti gli sportelli.
“La unsi pole bloccare una posta in codesto modo” Borbotta vecchietta-bionda che fino a quel momento si era limitata a guardare il tabellone sul quale scorrono i numeri.
Finalmente le acque si placano e il bip del display comincia a riprendere pigolo.
La Vecchietta-bionda, non appena i due baldi giovani terminano di fare i loro comodi allo sportello e si dirigono verso l’uscita ognuno soddisfatto per la propria arringa, comincia a dar fiato a tutto il suo sdegno e alla sua disapprovazione per la società, infarcendo ogni frase con bestemmie e volgarità di ogni genere. Vi assicuro che vedere una donna di più di settant’anni che dice, tra le altre cose, “I politici di oggi fanno schifo e devono mangiarmi il cazzo” è abbastanza forte come immagine a differenza dell’espressione attonito-imbarazzata sfoggiata dalle altre signore che l’ascoltavano che mi è parsa al quanto divertente. 
Comunque, la Vecchietta-bionda senza peli sulla lingua e senza freni inibitori solleva ancora una volta un polveraio che comincia a riscaldare l’ambiente e mi fa quasi venire voglia di intervenire. La voglia mi passa non appena la Vecchietta-con-i-capelli-azzurri, guardandomi con odio, decreta: “E’ tutta colpa dei giovani. I giovani sono tutti fannulloni e buoni a nulla”.
Sorrido, senza smettere di cercare la telecamera nascosta e la troupe televisiva.
Pochi minuti dopo dall’ufficio dei mutui e dei prestiti esce un ragazzo che, attaccando indiscriminatamente bottone con alcuni soggetti seduti in attesa che sul magico tabellone appaia il proprio numero, comincia a surriscaldarsi riguardo alla necessità di difendere i diritti dei carcerati.
Grossa parte delle vecchiette è ormai andata allo sportello a ritirare la pensione e a pagar bollette e io prendo posto a sedere di fianco ad una signora mora sulla settantina e con l’accento del sud e mi godo le argomentazioni del tizio paladino delle carceri. Pare che questo tipo avesse un amico in carcere che è stato riabilitato nonostante fosse stato messo dentro per aver ucciso tre persone, adesso l’omicida fa l’educatore professionale, ovviamente senza qualifica. 
Di tutto il suo racconto non sono riuscita a capire a che punto della storia, secondo lui, i diritti del povero sventurato pluriomicida erano stati violati.
Viva l’Italia.
Una decina di numeri mi separano dal traguardo. L’atmosfera è più rilassata e uno degli impiegati allo sportello si è pure messo a fare battutine sulle transazioni dei clienti ultra-ottantenni. "ovvia signora, 'icche deve fare? Ma bada, piglia questi soldi di soli? E pe' questi poteva anche restare a casa".
Tutto procede liscio fino a quando una signora di non più di quarantenni inizia ad inveire contro l’impiegato chiacchierone dello sportello con un tono a mezza via tra “voglio che tu mi senta e per questo lo urlo” e “lo dico piano in confidenza”. La questione può essere riassunta con poche parole: privacy e diritti del cittadino (almeno così sostiene la signora). “Quel cretino deve farsi i cazzi suoi, non può dire ad alta voce che un cliente deve pagare e quanto. Io sono un libero cittadino e ho dei diritti, non voglio che i cazzi miei vengano sbandierati. Lo denuncio se lo fa anche a me. Quello stronzo!”
Vabbè, dai, a quel punto non avevo dubbi, si trattava di uno scherzo. Sorridendo tra me e me e tentando di rispondere con complicità alle occhiatine e gomitate che la Vecchietta mora mi scagliava a ritmi regolari in risposta ai deliri della quarantenne, butto l’occhio sui miei bollettini.
Orrore.
Scritto a caratteri cubitali e incorniciato in neretto la crudele realtà: BOLLETTINO PAGABILE ESCLUSIVAMENTE PRESSO UNICREDIT BANCA.
Combatto con la voglia di suicidarmi e di cominciare, come gli altri, a straparlare ed inveire contro quel demente della Segreteria Studenti dal punto vita cubico che, nonostante avessi precisato che avrei pagato il bollettino alla posta, non mi aveva informato dell’inghippo.
A soli 5 numeri dal traguardo, regalo il mio numero, nella speranza che esista il Karma, ad una terza signora che mi siede accanto e mi dirigo fuori alla ricerca della banca. 
E’ mezzogiorno passato, sono sempre più trafelata, ma come un’oasi nel deserto la vedo, Unicredit amore mio. 
Se una volta pagato il bollettino mi trasformo in un supereroe e sfrutto il superpotere della supervelocità, doveri riuscire a fare in tempo.
La porta dell’Unicredit non si apre. Faccio cenno alla signora dentro la banca comunicandole il piccolo disguido. Lei parla al cellulare e sembra piuttosto scocciata dalla mia richiesta.
“Siamo in sciopero signorina” mi rimbecca spruzzando veleno.
“Ma…ma…ma io, io… mi devo laureare, devo pagare questo bollettino, come faccio? Così non mi laureo” le comunico in una straziantissima scena parlando alla vetrata della porta di ingresso.
“Bimba se non ti laurei non sarà certo colpa mia!” ribatte con sdegno non curante e una puntina di disgusto.
"Di questo no, ma del fatto che toglierò il conto all'Unicredit è colpa sua! Brutta srtonza acida" Ok, brutta stronza acida non gliel'ho detto, ma l'ho pensato fortissimo e poi ho iniziato a piangere come un agnello la vigilia di Pasqua.
Stanca, sudata, affranta, con i miei due bollettini e una rabbia da toro nelle vene.
Per strada inveivo al telefono con chiunque fosse disposto ad ascoltarmi, incazzata nera contro le istituzioni, la burocrazia, Berlusconi, le sinistre, i carcerati, gli impiegati statali, le banche, le poste, gli impiegati di segreteria e l’università, il tutto con un tono a mezza via tra “te lo dico in confidenza” e “voglio che tutti mi sentano”.
212 km e 7 deviazioni sul tratto Fi-Pi-Li dopo sono di rientro a casa. 
Una bella doccia mi avrebbe rimesso al mondo.
Peccato che mi sia accorta che la caldaia aveva esalato il suo ultimo respiro solo quando, ormai nuda come un verme, uno scroscio di acqua gelata mi aveva inzuppato tutto il fianco destro.

E questo è solo l’inizio, che ne dite, sono stata un’assente giustificata? 

Vostra Gallina la porti un bacione a Firenze Valentina

16 commenti:

unwise said...

...la prossima volta torna giù con lo spadone di William Wallace! certo che dietro gli sportelli, di ogni tipo, la percentuale di coglioni è altissima...per fortuna che le bollette si possono pagare anche dal tabaccaio.

mi sei mancata! :)

Il Pollocane said...

Finalmente sei tornata!!!! Non ci lasciare piu' pero!!! :)

cicciopettola said...

ma almeno i parenti ti hanno rispedita nel freddo Nord rimpinzata e infarcita di leccornie italiche sui fianchi, in valigia e pure nelle tasche del giaccone?!?!
di solito non si limitano ad informarsi "come stai" ma danno per scontato che la distanza debiliti anzi denutrisca (o la supposizione a monte è che oltre le Alpi si digiuni per mancanza di cibi, macellerie o ristoranti..)

bentornata-nell-NODD

Simo said...

Mamma mia...mi viene l'ansia solo a pensarci (io l'Unicredit la odio, ho tolto il conto anni fa).
L'importante è che tu sia tornata...sana e salva... si sentiva la mancanza!

Piccolalory said...

Mi hai fatto ricordare di Odissee analoghe e prontamente rimosse... se non altro, ci si sente eroici ad essere sopravvissuti!! Bentornata!

bismama 2.0 said...

Odisseaaaaaa

Oddio, io avrei mandato tutto a quel paese, ma a volte nun se pò!
Fortuna che oggi c'è lo sportello telematico.....mhuahahahahah se credici!!!

Baci, ci sei mancata

ScusiScende said...

Ma non sarà un virus da blogger quello di sentirsi mal ein primavera?

Zio Scriba said...

Io dopo un'esperienza simile deciderei di essere DI GLASGOW, e mi rifiuterei di parlare italiano persino tra me e me... Il problema è che da noi certe vecchie (e fra le vecchie ci metto pure l'impiegatuzzo allo sportello universitario) hanno deciso di non morire mai più... :D

p.s. Brutta stronza acida avresti dovuto dirglielo, a quella brutta stronza acida!

Agata Gallo said...

peso, pesissimo. Purtroppo immagino che sia tutto tremendamente vero. Che bolle.. povera.
Ti adoro

mammalellella said...

ma ciao! bentornata...
la realtà a volte supera le fantasia ;)

SuzieD said...

Come avevi potuto dimenticare tutto questo meraviglioso turbinio di emozioni (..tutte rigorosamente negative..) che caratterizzano il nostro meraviglioso paese?
Eh?

Certe cose da una gallina come te proprio non me le aspettavo...
:)))))

Vittoria A. said...

Bene!!! Meno male che sei tornata iniziavano a mancarmi i tuoi post e mi chiedevo dove fossi! Vedo che molte cosa ci accomunano: "come si sta a Edinburgo?" "Ma fa freddo?" "Ma l'hai mai visto il Mostro di Lochness?" e cosi' via. Bello che ci sei!

Daria said...

Bentornata!!!
Dissenten per tutti!

Valentina said...

@unwise: mi sa che hai ragione... altro che giorno di ordinaria follia. Inutile dire che quello che ho raccontato è solo un piccolo frammento di una mattinata all'insegna del delirio.

@pollocane: cercherò di fare la brava, ma sono veramente state circostanze di causa maggiore!

@cicciopettola: la cosa assurda è che in questa ventina di giorni italici ho anche perso 4 kg! La cacarella non perdona.

@Simo: Grazie Simo! L'unicredit è una piaga. L'unica fortuna che hanno è che sono troppo pigra per smaronargli le scatole.

@Piccolalory: Grazie per il bentornata :) Conto di rimuovere tali nefandezze al più presto, senno con che coraggio rimetto piede in Italia?

@Bismama 2.0.: Sportello telematico un par di ciufoli! Di telematico non c'hanno nemmeno l'indirizzo di posta! Che tristezza!

Valentina said...

@ScusiScende: Si credo anche io… la primavera colpisce e quando lo fa picchia sempre durissimo!

@Zio Scriba: E' tutta colpa dei giovani!! Tanto per cambiare. Come se "noi giovani" fossimo nati e cresciuti in un paese perfetto e l'avessimo rovinato soltanto respirandoci dentro (anche perché per adesso non è che ci è concesso di fare molto di più). Altra piccola notazione, visto che le carampane in questione oscillavano dai 60 ai 150 anni, il concetto di "voi giovani" era estendibile dalla pubertà ai 50 inoltrati.

@Agata: Si tutto tragicamente vero e se devo essere sincera ho anche sfoltito un po', perché in posta, così come in segreteria, sono avvenuti un altro paio di eventi surreali che ho deciso di tralasciare.

@mammalellella: è proprio vero! il tutto è alquanto surreale!

@SuzieD: Sì, hai proprio ragione! Come ho fatto a sottovalutare così grossolanamente certe ovvietà?

@Vittoria: Si, la domanda sul mostro di Lochness arriva sempre nei discorsi occasionali, della serie anche io che non mi sono mai mosso dal quartiere dove sono cresciuto conosco il mondo; ergo Scozia= Lochness

@Daria: eheheh c'ho dato giù pesante di dissenten!

Grace (ma nana) said...

uDDioDDioDDio...lei fa il compleanno ed io ricevo il regalo!
Tanti auguri Valentinaaa!
Grazie nipotina...ora che la mia VALLE è diventata uno dei tuoi pollai preferiti, posso finalmente fare COCCODEEEEEEEE' senza ritegno! ;-)
Bacione...e ricorda..tira più una risate in Val Gina che un carro di buoi hahaha!